Rivestimento

 

 

 

Una volta della cucina venivano rivestite tutte le pareti a tutta altezza con la convinzione che fosse più facile tenerla pulita. Erano anni che il ricambio d’aria all’interno degli ambienti non veniva tenuto in considerazione e il vapore acqueo, il vapore grasso e la condensa che si generavano durante la cottura degli alimenti si depositava ovunque perché non c’erano le moderne e silenziose cappe aspiranti. Spesso era un ambiente considerato solo di servizio, progettato piccolo ed ingombro di mobili, destinato alla sola trasformazione dei cibi. C’era quindi la necessità di una pulizia quotidiana molto impegnativa e la superficie delle prime piastrelle comparse sul mercato, lucide e colorate, sembrava la soluzione migliore per un’igiene più accurata.

Oggi l’evoluzione dello stile e dei materiali permette varie soluzioni, tutte ottime nella resa finale di un ambiente confortevole e al centro della vita di casa. Consiglio di rivestire solo la parte di muratura che si definisce “sotto pensili” o, al limite, tutta la parete che ospita il mobile della cucina. Il rivestimento di tutte le pareti può essere elegante in bagno ma opprimente in cucina ed inoltre, se avete scelto una finitura muraria adeguata tipo in calce, avrete muri traspiranti e capaci di migliorare la qualità dell’aria perché la calce, nel suo processo di carbonatazione, assorbe CO2 dall’ambiente.

Ecco alcune soluzioni di rivestimento:

  • Gres porcellanato – ancora una volta si conferma come una materiale estremamente versatile e permette infinite soluzioni, tutte ottime dal punto di vista tecnico. Sì, perché il gres porcellanato (smaltato o colorato in massa) è inattaccabile dagli acidi, dall’usura e dagli agenti di pulizia. Al di là delle soluzioni grafiche l’unica alternativa che mi sento di indicare è quella tra la scelta di un gres porcellanato tradizionale, pur se di grande formato e rettificato, e un gres porcellanato a basso spessore e di grandissimo formato, tanto da poter rivestire tutto lo spazio necessario in unica soluzione, senza quindi la presenza delle piccole fughe tra piastrella e piastrella che potrebbero, nel tempo, macchiarsi essendo a base di materiale cementizio. In questo caso si raggiunge in unica soluzione l’immagine perfettamente materica della pietra o del marmo, lucida e opaca, o del metallo se ne preferite l’aspetto o della resina o ancora del cemento. In ogni caso, qualsiasi sia la decisione, l’effetto sarà garantito.
  • Resina – è un materiale molto tecnico di cui ho parlato prima ed è possibile applicarla anche su muratura, ottenendo così una superficie continua, resistente e impermeabile facile quindi da tenere pulita.

Un’altra soluzione è quella dello smalto ottenendo anche in questo caso una superficie continua. Si utilizzano smalti lavabili che con un panno umido ritornano splendenti in un attimo. Si evita il problema delle incrostazioni e degli schizzi di cibo nelle fughe delle piastrelle. Naturalmente costa meno (molto meno) della resina ma ha anche una durata inferiore nel tempo. Bisognerà mettere in conto che ogni sei o sette anni vada rifatto.

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